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	<description>La voce di chi non l&#039;ha</description>
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		<title>Migranti, sciopero a Latina contro lo sfruttamento</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 21:04:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>tinazzi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 29 maggio si terrà a Latina una manifestazione promossa dalla Flai Cgil e dalla Cgil di Roma e Lazio dei lavoratori immigrati occupati nel settore agricolo per protestare contro lo sfruttamento e il razzismo e per chiedere interventi urgenti di reale contrasto al lavoro nero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Sabato 29 maggio si terrà a Latina<img class="alignleft size-medium wp-image-368" src="http://www.altri.info/wp-content/uploads/2010/05/primomarzo1-300x215.jpg" alt="primomarzo" width="206" height="130" /> una manifestazione promossa dalla Flai Cgil e dalla Cgil di Roma e Lazio dei lavoratori immigrati occupati nel settore agricolo per protestare contro lo sfruttamento e il razzismo e per chiedere interventi urgenti di reale contrasto al lavoro nero. La manifestazione si svolgerà dalle ore 14 alle ore 19 con un corteo che attraverserà le strade del centro cittadino e che si concluderà in piazza della Libertà, davanti alla sede della Prefettura.<img src="http://www.altri.info/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" border="0" alt="" width="1" height="1" align="bottom" /> I lavoratori immigrati occupati in agricoltura nel Lazio sono <span id="more-362"></span>oltre 60.000, di cui ben 25.000 provenienti dall’India, e costituiscono il 19% del Pil dell’economia agricola regionale. Solo 8.000, però, sono quelli regolarmente registrati negli elenchi anagrafici dell’Inps mentre tutti gli altri sono occupati in nero.</p>
<p align="justify">Particolarmente grave è la questione salariale. La Flai stima, infatti, che fino a un anno fa un lavoratore immigrato aveva un costo medio orario di 3,50 euro, a fronte degli 8 euro previsti dalle tabelle contrattuali. Negli ultimi mesi questo costo è ulteriormente diminuito, arrivando a toccare i 2 euro l’ora e fino a scomparire del tutto.</p>
<p align="justify">Si moltiplicano, infatti, in questi giorni i casi in cui questi lavoratori non vengono nemmeno pagati. A margine della manifestazione una delegazione sindacale e di lavoratori chiederà di essere ricevuta dal prefetto, con l’intenzione di presentare un documento con le richieste di interventi mirati per contrastare il lavoro nero, per dare vita ad una sistemazione alloggiativa decente per questi lavoratori, per favorire la ricongiunzione familiare e per la messa in atto di reali politiche d’integrazione.</p>
<p align="justify">“Abbiamo deciso di indire questa manifestazione – ha dichiarato la segretaria generale della Flai Stefania Crogi – per non lasciare soli questi lavoratori e per evitare che nelle campagne del Lazio si possano creare situazioni simili a quelle che abbiamo visto a Rosarno. Alla terribile condizione di vita e di lavoro di questi lavoratori si aggiungono infatti continui episodi di razzismo nei loro confronti, che non fanno altro che accrescere la tensione sociale e portare all’esasperazione questa situazione”. È per questo – ha concluso la dirigente sindacale – che chiediamo alle istituzioni di intervenire immediatamente e di mettere in campo tutte quelle misure necessarie a contrastare il lavoro nero e a fermare lo sfruttamento di chi lavora in agricoltura”.</p>
<p align="justify">
fonte: www.rassegna.it
</p>
<p align="justify"> </p>
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		<title>Altri &#8211; Maggio/Giugno 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 13:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rdv</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<a href="http://www.altri.info/?p=360" title="Altri &#8211; Maggio/Giugno 2010"><img src="http://www.altri.info/wp-content/uploads/yapb_cache/altri_maggio_giugno201001.ctekokfwr6888gscgcs48w4gs.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="240" alt="Altri &#8211; Maggio/Giugno 2010" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a>Siamo  felici di annunciare l&#8217;uscita del terzo numero del 2010 di Altri  (maggio/giugno)!
Buona  lettura a tutti gli abbonati!
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.altri.info/?p=360" title="Altri &#8211; Maggio/Giugno 2010"><img src="http://www.altri.info/wp-content/uploads/yapb_cache/altri_maggio_giugno201001.ctekokfwr6888gscgcs48w4gs.a9sxxja1njksswcs400wcc4cg.th.jpeg" width="180" height="240" alt="Altri &#8211; Maggio/Giugno 2010" style="float:left;padding:0 10px 10px 0;" ></a><p style="text-align: center;">Siamo  felici di annunciare l&#8217;uscita del terzo numero del 2010 di Altri  (maggio/giugno)!</p>
<p style="text-align: center;">Buona  lettura a tutti gli abbonati!</p>
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		<title>‘Eco-villaggi’: il vademecum delle comunità sostenibili</title>
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		<pubDate>Tue, 18 May 2010 13:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rdv</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jan Martin Bang propone una ‘Guida pratica alle comunità sostenibili’. Nato in Norvegia, nel 1969 inizia la sua formazione attraverso il British Commune Movement, giungendo nel 1984 nel kibbutz Gezer. L’autore di ‘Eco-villaggi’ pubblica, dunque, questo suo testo partendo dall’esperienza di vita all’interno di comunità sostenibili. Egli attinge in particolar modo al modello di progettazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="margin: 5px;" src="http://img2.webster.it/BIT/780/9788887307801g.jpg" alt="" width="200" height="202" />Jan Martin Bang propone una ‘Guida pratica alle comunità sostenibili’. Nato in Norvegia, nel 1969 inizia la sua formazione attraverso il British Commune Movement, giungendo nel 1984 nel kibbutz Gezer. L’autore di ‘Eco-villaggi’ pubblica, dunque, questo suo testo partendo dall’esperienza di vita all’interno di comunità sostenibili. Egli attinge in particolar modo al modello di progettazione della permacultura, che “insegna a disegnare insediamenti umani sostenibili. È un metodo pratico e filosofico di uso della terra, che integra microclima, piante funzionali, animali, terra, gestione dell’acqua e bisogni dell’uomo in sistemi strettamente collegati e notevolmente produttivi.”<span id="more-358"></span></p>
<p style="text-align: justify;">
Il libro racconta le modalità con cui i gruppi umani crescono e si sviluppano: si procede infatti descrivendone la fase pioneristica, la maturità e la vecchiaia. “Mi rendo conto solo ora che la maggior parte delle comunità non raggiunge una condizione di continuità duratura, esattamente come noi esseri umani non resistiamo al passare del tempo, crescendo, maturando e infine morendo.” Così Jan Martin Bang tira le fila di questo suo viaggio attraverso eco-villaggi, comunità, collettività, villeggi intenzionali. In questa ricerca sul campo, supportata da materiale fotografico e bibliografico, emerge il “desiderio di voler proporre un’alternativa alla società convenzionale da cui prendono le mosse.” Le comunità sostenibili, infatti, nascono dal sogno di voler creare una nuova società, “progettandola da soli senza essere costretti a rimanere imprigionati nella struttura sociale ereditata dai nostri avi”.</p>
<p style="text-align: justify;">
‘Eco-villaggi’ assume dunque le tinte utopistiche di progetti destinati anch’essi ad essere influenzati dalla società circostante, sebbene nascano da esigenze opposte. Ciò è accaduto, per esempio, all’interno dei kibbutz: pur avendo custodito gelosamente la propria individualità ed indipendenza, attualmente “gli imperativi tecnologici e industriali, il senso comune, le pressioni economiche e il declino del patriottismo locale stanno mutando lo scenario”. Nonostante queste inevitabili evoluzioni rispetto ai progetti iniziali, sembra crescere la necessità di volere creare nuovi modelli di società: dalle 304 comunità del 1990, si è passati alle 614 del 2005. In quest’ottica, nei primi anni Novanta è nata la Rete Globale degli Ecovillaggi (GEN), mediante l’accordo “di un gruppo di comunità e di progetti esistenti intorno ad una serie di obiettivi, e sulla libera definizione di ciò che un ecovillaggio potrebbe essere.”
</p>
<p style="text-align: justify;">Elisa Scaringi</p>
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		<title>‘In fuga dalla mia terra’</title>
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		<pubDate>Thu, 13 May 2010 14:29:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rdv</dc:creator>
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		<description><![CDATA[‘In fuga dal nostro paese’
“Le definizioni utili e necessarie di richiedenti asilo, profughi, rifugiati, sfollati, esuli, internally displaced persons, perseguitati politici ma anche erranti, sdradicati, senza dimora nel senso di senza patria, a volte non riescono a racchiudere le incredibili storie di queste donne e di questi uomini che non si fermano di fronte a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">‘In fuga dal nostro paese’</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignright" style="margin: 5px;" src="http://media.hoepli.it/rizzoli/small/978/8865/9788865160022.jpg" alt="" width="100" height="125" />“Le definizioni utili e necessarie di richiedenti asilo, profughi, rifugiati, sfollati, esuli, <em>internally displaced persons</em>, perseguitati politici ma anche erranti, sdradicati, senza dimora nel senso di senza patria, a volte non riescono a racchiudere le incredibili storie di queste donne e di questi uomini che non si fermano di fronte a nulla. E che continuano a bussare alle nostre porte.”</p>
<p style="text-align: justify;">Emiliano Bos, con uno stile prettamente giornalistico, racconta ‘Storie di uomini, donne e popoli che non si possono fermare’. Il suo è uno sguardo d’insieme: partendo da un’Italia immigrata e migrante, si toccano tutti i luoghi proibiti ad una vita di lavoro (Senegal, Algeria, Moldavia, Afghanistan, Turchia, Giordania, Iraq, Corno d’Africa, Yemen). Il filo conduttore di questo viaggio attraverso il mondo è la fuga: per mare o per terra, nel deserto o sulle rotte dei pirati, dal confine d’Europa o da Oriente, essa racconta la storia di vite alla ricerca di un luogo stanziale. <span id="more-356"></span></p>
<p style="text-align: justify;">‘In fuga dalla mia terra’ procede attraverso i dati e le geografie della migrazione: le storie raccolte da Emiliano Bos danno un volto fugace a numeri e rotte. In questo ennesimo libro che dà spazio alla voce del migrante, le storie, brevi e senza troppa leziosità, forniscono il quadro di una situazione verso la quale l’attenzione non è mai abbastanza.</p>
<p style="text-align: justify;">A colpire è soprattutto il capitolo di apertura all’inchiesta di Emiliano Bos: ‘In fuga dal nostro paese’. L’autore racconta i luoghi di confine, i ghetti dell’Italia contemporanea: da Castel Volturno a Napoli, da Rosarno a Ostiense, da Milano a Treviso. Tutte le voci parlano di disagio e lotta, di clandestinità e mafia, di discriminazione e assenza dello stato. Gli immigrati pensano alla fuga dal nostro paese: in cerca di una vita onesta, incontrano solo sfruttamento. Unica risposta possibile: vivere la clendestinità protetta da mafie e caporalati (e mal ostacoltata dalla legge, che istituisce il reato di clandestinità impedendo la strada dei rimpatri assistiti volontari).</p>
<p>Elisa Scaringi</p>
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		<title>Il centro Salam della Romanina</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 08:33:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rdv</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[richiedenti asilo]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiati politici]]></category>
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		<description><![CDATA[
Vi presentiamo la lettera scritta da un gruppo di rifugiati politici del Corno d’Africa, per raccontare ciò che è successo la notte tra il 28 e il 29 aprile all’interno del palazzo  “Salam”, alla Romanina, quartiere alla periferia Sud Est di Roma.
“Salam” è un palazzo di nove piani, ex sede dell’università di Tor Vergata, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0.64cm; widows: 2; orphans: 2; text-align: justify;"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Vi presentiamo la lettera scritta da un gruppo di rifugiati politici del Corno d’Africa, per raccontare ciò che è successo la notte tra il 28 e il 29 aprile all’interno del palazzo  “Salam”, alla Romanina, quartiere alla periferia Sud Est di Roma.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.64cm; widows: 2; orphans: 2; text-align: justify;"><span style="color: #444444;">“<span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Salam” è un palazzo di nove piani, ex sede dell’università di Tor Vergata, occupato nel 2006 da un numeroso gruppo di rifugiati politici del Corno d’Africa. Nel corso degli anni il palazzo ha visto crescere esponenzialmente il numero dei suoi abitanti. Ad oggi si contano circa 500 persone, provenienti da Eritrea, Etiopia, Somalia e Sudan. Sono uomini, donne, bambini, famiglie, tutti rifugiati politici o richiedenti asilo politico. Dal 2006 autogestiscono il palazzo in cui vivono, tra le tante difficoltà proprie del vivere in una situazione tanto popolata e precaria. Non è un centro d’accoglienza, come è stato dichiarato da alcuni giornali, ma un palazzo occupato  da persone che non hanno trovato &#8220;altra accoglienza” o che non hanno avuto la possibilità di integrarsi in altro modo nella nostra città.<span id="more-352"></span></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.64cm; widows: 2; orphans: 2; text-align: justify;"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Il continuo arrivo di decine di persone che cercano ospitalità o un posto dove vivere rende la situazione ancor più precaria e di difficile gestione. </span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.64cm; widows: 2; orphans: 2; text-align: justify;"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Questo è il motivo per cui nella notte tra il 28 ed il 29 aprile è nato un conflitto tra gli abitanti del palazzo e un gruppo di rifugiati somali, ospiti provvisori.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.64cm; widows: 2; orphans: 2; text-align: justify;"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Il comitato di Salam, rappresentante delle comunità che abitano il palazzo, ha voluto scrivere questa lettera per raccontare ciò che è accaduto, per spiegare che tale episodio non è stato una guerra tra etnie, come scritto dai giornali, e per far sentire la propria voce.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.64cm; widows: 2; orphans: 2; text-align: justify;"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">La presentiamo, così come è stata scritta.</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.64cm; widows: 2; orphans: 2; text-align: justify;">Associazione Cittadini del Mondo</p>
<p style="margin-bottom: 0.64cm; widows: 2; orphans: 2; text-align: justify;">&#8212;</p>
<p style="margin-bottom: 0.64cm; widows: 2; orphans: 2; text-align: justify;">
<p style="margin-bottom: 0.64cm; widows: 2; orphans: 2; text-align: justify;"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;">Salam  Centro  di  rifugiati</span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.64cm; widows: 2; orphans: 2; text-align: justify;"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span style="font-size: small;"><em><strong>La Romanina Via Arrigo Cavalieri, 8 ROMA</strong></em></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0.64cm; widows: 2; orphans: 2; text-align: justify;"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: none;">La storia è iniziata oltre un mese fa. I cittadini somali si sono presentati qui, nel palazzo della Romanina, chiedendo ospitalità provvisoria, finché non avessero trovato una sistemazione migliore. Per noi non è stato un problema, in quanto era provvisoria. Con il passare del tempo, però, da quelli che erano un decina di somali, sono diventati molti di più. Alla scadenza del tempo che avevamo pattuito (28/04/2010), i somali dovevano lasciare il palazzo della Romanina, in quanto questi erano i patti. Molti di loro invece si sono presentati ubriachi ed hanno discusso vivacemente con noi dicendo di non voler andare via perché avevano il diritto di restare. Hanno alzato le mani (e non solo) contro chiunque si presentasse davanti a loro; hanno infranto parecchi vetri di macchine parcheggiate fuori, per l&#8217; esattezza 14, oltre a 2 auto parcheggiate in strada, non nostre. Hanno anche danneggiato il pianterreno rompendo vetrate.  Noi, di comune accordo, dopo questi fatti, li abbiamo fatti uscire dal palazzo, ma non eravamo armati, è bastato essere  numericamente maggiori. </span></span></span></span>
</p>
<p style="margin-bottom: 0.64cm; widows: 2; orphans: 2; text-align: justify;"><span style="color: #444444;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span style="font-size: large;"><span style="text-decoration: none;">Saluti, il comitato di Salam</span></span></span></span><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Tahoma,serif;"><span style="font-size: small;"><span style="text-decoration: none;"> </span></span></span></span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dopo gli sgomberi ecco le telecamere.</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 23:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rdv</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[
479mila euro pronti per il monitoraggio dei rom milanesi.
Dal gruppo Every-One giungono le (inascoltate) richieste per un miglior investimento dei soldi pubblici nel settore.

A Milano, lo scorso 9 aprile un dispiegamento di trenta agenti di polizia locale ha evacuato le aree di via Siccoli, via Guglielmo Pepe e Ponte delle Milizie abitate da un centinaio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; text-align: center;"><span style="font-size: medium;">479mila euro pronti per il monitoraggio dei rom milanesi.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%; text-align: center;"><span style="font-size: medium;">Dal gruppo Every-One giungono le (inascoltate) richieste per un miglior investimento dei soldi pubblici nel settore.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: medium;"><img class="alignright" style="margin: 5px;" title="Rom" src="http://everyonegroup.com/it/EveryOne/MainPage/Entries/2010/1/13_Lapartheid_e_la_persecuzione_del_popolo_Rom_in_Italia_sono_ormai_intollerabili_files/shapeimage_1.png" alt="" width="250" height="140" />A Milano, lo scorso </span><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">9 aprile un dispiegamento di trenta agenti di polizia locale ha evacuato le aree di via Siccoli, via Guglielmo Pepe e Ponte delle Milizie abitate da un centinaio di rom. L’ennesimo caso di sfollamento in cui  persone in condizioni di grave indigenza, tra cui malati, portatori di handicap, donne in gravidanza e bambini sono state denunciate per occupazione abusiva di suolo privato e costrette ad abbandonare gli insediamenti di fortuna, senza una meta. Ma questo non è che il primo passo: entro la prossima estate, infatti, verranno istallate agli ingressi degli insediamenti (legali) di via Triboniano, via Idro, <span id="more-349"></span>via Chiesa Rossa e via Martirano venti telecamere collegate con la polizia di stato, i carabinieri e la polizia locale, per controllare 24 ore su 24 le famiglie che vivono nei campi. Costo dell’impresa 479mila euro, pari a 24 mila euro a telecamera. Il tutto mentre rimangono inascoltate le richieste d’investimento del progetto “Romasia”, un’iniziativa imprenditoriale promossa da EveryOne (gruppo per la cooperazione internazionale e la cultura dei diritti umani) pensata per l’inserimento socio-economico di chi vive negli accampamenti.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"><span style="color: #444444;">“<span style="font-size: medium;">Il problema nasce a partire da precise responsabilità delle amministrazioni, del terzo settore e dei media – ha commentato Roberto Malini, Co-Presidente di Every One – nella nostra associazione abbiamo calcolato che fino al 2005 (anno d’inizio della stagione di sgomberi e paura generalizzata verso le etnie nomadi) sono stati spesi dallo stato italiano fino a 500 euro al mese per ogni rom. Soldi buttati in campi in pessime condizioni igieniche e male organizzati”.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">Cattiva gestione delle risorse quindi, a cui ha fatto seguito un clima crescente di intolleranza e propaganda anti “gitano”, senza però che siano partite azioni veramente programmatiche. </span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"><span style="color: #444444;">“<span style="font-size: medium;">Romasia” invece, proposto dallo stesso gruppo Every One è un’ipotesi lavorativa che ha raccolto interessi anche in ambito internazionale ma che non ha ottenuto finora, accanto alle parole, il sostegno necessario.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"><span style="color: #444444;">“<span style="font-size: medium;">Abbiamo inaugurato una partnership con la Croce Rossa – spiega Malini – l’obiettivo è quello di creare grosse fattorie, sul modello dei kibbutz israeliani, in grado di ospitare gruppi famigliari di rom affini per etnia.”</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">La prima grande follia dei campi nomadi, infatti, è proprio quella di riunire indiscriminatamente persone che non appartengono allo stesso ceppo, creando quindi insofferenza e potenziali conflitti interni.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"><span style="color: #444444;">“<span style="font-size: medium;">Non si tratta di welfare – continua Malini – ma di un’iniziativa produttiva e commerciale. In Italia infatti c’è una richiesta sempre maggiore di bio e naturalità, per cui le fattorie potrebbero inserirsi in questi mercati. Inoltre è già stato fatto un monitoraggio dell’interland milanese: esistono molte cascine, stabili e terreni in stato di abbandono a cui questa gente potrebbe ridare vita”.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">Recupero delle competenze tradizionali italiane coniugate ad esperienze storiche delle etnie rom, questo l’obiettivo ma vista l’indifferenza della pubblica amministrazione, ora si cercano privati intenzionati a partecipare all’impresa.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"><span style="color: #444444;">“<span style="font-size: medium;">Siamo in contatto con il presidente dell’Inter Massimo Moratti – ha concluso Malini – al momento possiamo mostrare con orgoglio una fattoria funzionante in Romania, sul Mar Morto che faccia da modello. Se riuscissimo a partire anche in Italia potremmo inserire nel giro di poco le 160 – 170 famiglia attualmente residenti nel milanese”.</span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"><span style="color: #444444;"><span style="font-size: medium;">Maria Fusca</span></span></p>
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		<title>Itagliani. Seminario creolo</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 11:45:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rdv</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Armando Gnisci]]></category>

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		<description><![CDATA[Incontro/Scrittori migranti
Itagliani. Seminario  creolo

martedì 27 aprile 2010 ore 17.30
Palazzo Valentini, via IV  Novembre 119/a, sala della Pace

mercoledì 28 aprile 2010 ore 9.00-11.00
Aula  C del Dip. di Italianistica e Spettacolo &#8211; Facoltà di Lettere e Filosofia &#8211;  Sapienza
Piazzale Aldo Moro 5

Conclude il ciclo degli appuntamenti con  &#8220;Itagliani. Seminario creolo&#8221; la scrittrice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Incontro/Scrittori migranti</h2>
<h2 style="text-align: center;">Itagliani. Seminario  creolo</h2>
<div style="text-align: center;">
<strong>martedì 27 aprile 2010 ore 17.30</strong><br />
Palazzo Valentini, via IV  Novembre 119/a, sala della Pace</div>
<div style="text-align: center;"></div>
<div style="text-align: center;"><span style="font-weight: bold;">mercoledì 28 aprile 2010 ore 9.00-11.00</span><br />
Aula  C del Dip. di Italianistica e Spettacolo &#8211; Facoltà di Lettere e Filosofia &#8211;  Sapienza</div>
<div style="text-align: center;">Piazzale Aldo Moro 5</div>
<div style="text-align: center;">
Conclude il ciclo degli appuntamenti con  &#8220;Ita<em>g</em>liani. Seminario creolo&#8221; la scrittrice Christiana de Caldas Brito,  presentata da Nora Moll.</div>
<div style="text-align: center;"></div>
<div style="text-align: center;">info: prof. Armando Gnisci, <a href="mailto:armando.gnisci@uniroma1.it">armando.gnisci@uniroma1.it</a></div>
<div style="text-align: center;"></div>
<div style="text-align: center;"><a href="http://www.disp.let.uniroma1.it/">www.disp.let.uniroma1.it</a></div>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.provincia.roma.it/">www.provincia.roma.it</a></p>
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		<title>&#8216;Izulu Lami&#8217; di Madoda Ncayiyana (Sudafrica, 2009, 93&#8242;)</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 22:18:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rdv</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[CiakAfrica 7]]></category>
		<category><![CDATA[Durban]]></category>
		<category><![CDATA[Izulu Lami]]></category>
		<category><![CDATA[Madoda Ncayiyana]]></category>
		<category><![CDATA[Mike Downie]]></category>

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		<description><![CDATA[
Proiettato al &#8216;CiakAfrica 7&#8242;, rassegna di cinema d&#8217;autore africano promosso dai missionari comboniani di Roma, a Monteverde, &#8216;Izulu Lami&#8217; è il film rivelazione di Madoda Ncayiyana, regista sudafricano. 
Vincitore del &#8216;Premio Dikal &#8211; Best Feature Film 2009&#8242; al &#8216;Pan African Film Festival&#8217; di Cannes, &#8216;Izulu Lami&#8217; (Il cielo segreto), recitato da bambini di strada in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"><a rel="attachment  wp-att-341" href="http://www.altri.info/?attachment_id=341"><img class="alignright size-medium wp-image-341" style="margin: 5px;" title="Izulu Lami - Locandina Film" src="http://www.altri.info/wp-content/uploads/2010/04/Izulu-Lami-Locandina-Film-204x300.jpg" alt="Izulu Lami - Locandina Film" width="204" height="300" /></a><span style="font-size: small;">Proiettato al &#8216;CiakAfrica 7&#8242;, rassegna di cinema d&#8217;autore africano promosso dai missionari comboniani di Roma, a Monteverde, &#8216;Izulu Lami&#8217; è il film rivelazione di Madoda Ncayiyana, regista sudafricano. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Vincitore del &#8216;Premio Dikal &#8211; Best Feature Film 2009&#8242; al &#8216;Pan African Film Festival&#8217; di Cannes, &#8216;Izulu Lami&#8217; (Il cielo segreto), recitato da bambini di strada in lingua zulu, è il primo lungometraggio di Madoda Ncayiyana, che ha alle spalle un </span><span style="font-size: small;"><em>background</em></span><span style="font-size: small;"> lavorativo in produzioni radiofoniche, televisive, oltre che come attore e produttore.</span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Il film racconta la storia di Thembi e Khwezi, di dieci ed otto anni, due fratellini che, dopo la morte della mamma ed abbandonati dalla zia, partono dalla campagna per la città, in cerca di un prete “bianco”. Questi, in passato, aveva chiesto alla loro madre di confezionare una bella stuoia per partecipare al concorso di artigianato, il cui premio in denaro avrebbe potuto sostenere la vita dei suoi figli. A Durban, però, i fratelli s&#8217;imbattono in Chili Bite, bambino-capo di una </span><span style="font-size: small;"><em>gang</em></span><span style="font-size: small;"> di ragazzi di strada, che vivono di furti, “alla giornata”.</span><span style="font-size: small;"><span id="more-340"></span></span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Attorno alle vicissitudini di Thembi e Khwezi, ruota la splendida </span><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">fotografia di Mike Downie, resa ancor più attraente dalla campagna lussureggiante ai confini di Durban.</span></span><span style="font-size: small;"> Una natura campestre, dominata da spazi “silenziosi”, rotti solo dai versi degli animali delle fattorie e dal fruscio del vento.  Suoni ancestrali, sconosciuti agli spettatori delle metropoli. Ritmi incalzanti, enfatizzati dalla musica che Sazi Dlamini rende “badante premurosa” ed allarmante dei pericoli, nei quali, Thembi e Khwezi potrebbero incorrere. </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="JUSTIFY"><span style="font-size: small;">Ma i veri protagonisti del film sono i bambini abbandonati a se stessi. Per loro, è nata la &#8216;Vuleka Production&#8217;, casa di produzione con messaggio sociale, voluta da Madoda Ncayiyana per garantire un futuro a quei ragazzi che, rifiutati dalle proprie famiglie perchè sieropositivi od orfani, finiscono sulla strada delle grandi città e vivono di accattonaggio e di prostituzione, sniffando colla per non sentire i crampi della fame. Ed è a loro che vanno i pensieri dei padri comboniani in vista dei campionati mondiali di calcio 2010 in Sudafrica: oltre ai profitti che tale evento porterà al Paese, cosa ne sarà di tutti i bambini di strada, potenziali vittime del turismo sessuale? </span></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="RIGHT">
<p style="margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;" align="RIGHT"><span style="font-size: small;">Antonella D&#8217;Arma</span></p>
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		<title>Convegno a Roma, 21 aprile 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Apr 2010 14:18:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rdv</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Centro Studi e Ricerche Idos/Dossier Statistico Immigrazione
agenzia di supporto del Ministero dell´Interno
nel programma comunitario &#8220;European Migration Network&#8221;
 INVITA 
 
al Convegno
 II Rapporto nazionale dell´European Migration Network 

 
Minori non accompagnati &#8211; Rimpatri assistiti &#8211; Richiedenti asilo
 
21 aprile 2010, ore 11.00
Sala Convegni, Radio Vaticana
Piazza Pia, 3 &#8211; Roma (Bus 40)
 
Ai partecipanti verranno distribuiti il primo e il secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><span>Il <strong>Centro Studi e Ricerche Idos/Dossier Statistico Immigrazione</strong></span></p>
<p align="center"><span>agenzia di supporto del Ministero dell´Interno</span></p>
<p align="center"><span>nel programma comunitario &#8220;European Migration Network&#8221;</span></p>
<p align="center"><span> </span><span>INVITA </span></p>
<p align="center"><span> </span></p>
<p align="center"><span>al Convegno</span></p>
<p align="center"><span> </span><span>II Rapporto nazionale dell´European Migration Network </span></p>
<div>
<p align="center"><strong><span> </span></strong></p>
<p align="center"><strong><span>Minori non accompagnati &#8211; Rimpatri assistiti &#8211; Richiedenti asilo</span></strong></p>
<p align="center"><strong><span> </span></strong></p>
<p align="center"><span>21 aprile 2010, ore 11.00</span></p>
<p align="center"><span>Sala Convegni, Radio Vaticana</span></p>
<p align="center"><span>Piazza Pia, 3 &#8211; Roma (Bus 40)</span></p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"><em><span>Ai partecipanti verranno distribuiti il primo e il secondo Rapporto EMN</span></em></p>
<p align="center"><em><span>Per i giornalisti è stata predisposta una scheda riassuntiva</span></em></p>
</div>
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		<title>Pacchetto sicurezza e CIE</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 21:48:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rdv</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[CIE]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[Liceo Morgagni]]></category>
		<category><![CDATA[pacchetto sicurezza]]></category>

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		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a rel="attachment wp-att-333" href="http://www.altri.info/?attachment_id=333"><img class="size-medium wp-image-333 aligncenter" title="Locandina" src="http://www.altri.info/wp-content/uploads/2010/04/Locandina-222x300.jpg" alt="Locandina" width="222" height="300" /></a></p>
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