Izulu Lami - Locandina FilmProiettato al ‘CiakAfrica 7′, rassegna di cinema d’autore africano promosso dai missionari comboniani di Roma, a Monteverde, ‘Izulu Lami’ è il film rivelazione di Madoda Ncayiyana, regista sudafricano.

Vincitore del ‘Premio Dikal – Best Feature Film 2009′ al ‘Pan African Film Festival’ di Cannes, ‘Izulu Lami’ (Il cielo segreto), recitato da bambini di strada in lingua zulu, è il primo lungometraggio di Madoda Ncayiyana, che ha alle spalle un background lavorativo in produzioni radiofoniche, televisive, oltre che come attore e produttore.

Il film racconta la storia di Thembi e Khwezi, di dieci ed otto anni, due fratellini che, dopo la morte della mamma ed abbandonati dalla zia, partono dalla campagna per la città, in cerca di un prete “bianco”. Questi, in passato, aveva chiesto alla loro madre di confezionare una bella stuoia per partecipare al concorso di artigianato, il cui premio in denaro avrebbe potuto sostenere la vita dei suoi figli. A Durban, però, i fratelli s’imbattono in Chili Bite, bambino-capo di una gang di ragazzi di strada, che vivono di furti, “alla giornata”.

Attorno alle vicissitudini di Thembi e Khwezi, ruota la splendida fotografia di Mike Downie, resa ancor più attraente dalla campagna lussureggiante ai confini di Durban. Una natura campestre, dominata da spazi “silenziosi”, rotti solo dai versi degli animali delle fattorie e dal fruscio del vento. Suoni ancestrali, sconosciuti agli spettatori delle metropoli. Ritmi incalzanti, enfatizzati dalla musica che Sazi Dlamini rende “badante premurosa” ed allarmante dei pericoli, nei quali, Thembi e Khwezi potrebbero incorrere.

Ma i veri protagonisti del film sono i bambini abbandonati a se stessi. Per loro, è nata la ‘Vuleka Production’, casa di produzione con messaggio sociale, voluta da Madoda Ncayiyana per garantire un futuro a quei ragazzi che, rifiutati dalle proprie famiglie perchè sieropositivi od orfani, finiscono sulla strada delle grandi città e vivono di accattonaggio e di prostituzione, sniffando colla per non sentire i crampi della fame. Ed è a loro che vanno i pensieri dei padri comboniani in vista dei campionati mondiali di calcio 2010 in Sudafrica: oltre ai profitti che tale evento porterà al Paese, cosa ne sarà di tutti i bambini di strada, potenziali vittime del turismo sessuale?

Antonella D’Arma