‘In fuga dal nostro paese’
“Le definizioni utili e necessarie di richiedenti asilo, profughi, rifugiati, sfollati, esuli, internally displaced persons, perseguitati politici ma anche erranti, sdradicati, senza dimora nel senso di senza patria, a volte non riescono a racchiudere le incredibili storie di queste donne e di questi uomini che non si fermano di fronte a nulla. E che continuano a bussare alle nostre porte.”
Emiliano Bos, con uno stile prettamente giornalistico, racconta ‘Storie di uomini, donne e popoli che non si possono fermare’. Il suo è uno sguardo d’insieme: partendo da un’Italia immigrata e migrante, si toccano tutti i luoghi proibiti ad una vita di lavoro (Senegal, Algeria, Moldavia, Afghanistan, Turchia, Giordania, Iraq, Corno d’Africa, Yemen). Il filo conduttore di questo viaggio attraverso il mondo è la fuga: per mare o per terra, nel deserto o sulle rotte dei pirati, dal confine d’Europa o da Oriente, essa racconta la storia di vite alla ricerca di un luogo stanziale.
‘In fuga dalla mia terra’ procede attraverso i dati e le geografie della migrazione: le storie raccolte da Emiliano Bos danno un volto fugace a numeri e rotte. In questo ennesimo libro che dà spazio alla voce del migrante, le storie, brevi e senza troppa leziosità, forniscono il quadro di una situazione verso la quale l’attenzione non è mai abbastanza.
A colpire è soprattutto il capitolo di apertura all’inchiesta di Emiliano Bos: ‘In fuga dal nostro paese’. L’autore racconta i luoghi di confine, i ghetti dell’Italia contemporanea: da Castel Volturno a Napoli, da Rosarno a Ostiense, da Milano a Treviso. Tutte le voci parlano di disagio e lotta, di clandestinità e mafia, di discriminazione e assenza dello stato. Gli immigrati pensano alla fuga dal nostro paese: in cerca di una vita onesta, incontrano solo sfruttamento. Unica risposta possibile: vivere la clendestinità protetta da mafie e caporalati (e mal ostacoltata dalla legge, che istituisce il reato di clandestinità impedendo la strada dei rimpatri assistiti volontari).
Elisa Scaringi
